Una quercia, simbolo della crescita di un impegno sempre più ampio a partecipare

Una QUERCIA: da dove viene?

È il dono di Eraclea ai suoi ospiti, a conclusione di due giornate straordinarie all’insegna della conoscenza e della condivisione tra ragazze e ragazzi per avviare un cammino di rete tra CCRR del Veneto.

In mezzo al verde del bosco misto di Eraclea,  nel  giugno scorso, si è immaginato il villaggio che vogliamo e ci si è salutati con una piantina di quercia da curare e piantumare, simbolo del desiderio di coltivare e far crescere una partecipazione forte, consapevole, radicata tra tutti gli organismi di partecipazione delle ragazze e dei ragazzi come auspicate dalla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

La meta verso cui puntare e convergere: gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che chiedono anche il nostro contributo.

Essere presenza di valori e testimoniare un’idea di diritti e di possibilità, una visione di sogni e di speranze, di spazi reali  di solidarietà di inclusività, di progetti da realizzare.

Di qui, è stato organizzato l’evento di piantumazione della quercia.

  • Altra proposta: è stata stilata la lettera per richiedere al Comune la mappatura dei parchi del territorio, comunicando l’idea di voler dare un nome ai parchi che ancora non ce l’hanno e, per questa proposta, sono stati individuati i criteri di denominazione propri della geografia.
  • Infine, è stato realizzato il secondo slogan rappresentativo del CCRR: un modo per riflettere sul senso dell’ impegno nella partecipazione attiva.
  • Nelle prossime sedute: l’organizzazione della Giornata Ecologica 2019.

#ilvillaggiochevogliamo      #unmondopulito      #amisuradibambin*

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Curiosità:

Quercia” deriva dal latino (arbor) quercea, aggettivo di quercus, che a sua volta si riconduce alla forma indoeuropea *perkwu, sopravvissuta nelle sole aree germanica, baltica (nel nome del dio Perkùnas) e celtica (il nome della silva Hercynia latina ha infatti origine gallica). […]Da *perkwu, esiste anche  un’altra radice fonetica: *dereu, designante appunto la quercia, ma dalla quale sono derivati anche molti significati ulteriori (tra i quali quelli di ‘durezza’, ‘ghianda’, ‘lancia’ e soprattutto, in area germanica, ‘fedeltà’, come è nel caso del tedesco moderno Treue). Constatando questa ricchezza di significati,  il linguista genovese Giacomo Devoto sosteneva che la quercia sia, di tutte le specie forestali, quella che ha avuto la maggiore resistenza lessicale.[…]

È soprattutto presso i Celti che si ravvisa il ruolo fondamentale attribuito alla quercia nella sfera sacrale. Nella sua Naturalis Historia Plinio afferma infatti che i sacerdoti druidi roborum eligunt lucos nec ulla sacra sine ea fronde conficiunt, «scelgono i boschi di querce e non celebrano alcun sacrificio senza quell’albero». (Fonte: Il simbolismo della quercia, di Alberto Lombardo).

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